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Regione
del Veneto
Giunta Regionale
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I°
Convegno Regionale sull'Educazione degli Adulti
"Il sapere sociale. Forme di educazione degli adulti nella società della conoscenza"
Popolazione
femminile 40/50 anni un computer e un dvd in famiglia
Maria Stella Calza Fiorentino
Istituto Rezzara - Vicenza
L’Istituto Rezzara di
Vicenza attua la realizzazione di un progetto regionale di educazione degli
adulti rivolto alla popolazione femminile tra i 40 e i 50 anni, dal titolo "Un
computer e un dvd in famiglia". La prima fase è stata la preparazione e la
somministrazione di un questionario tra gli adulti dai 40 ai 65 anni, per
conoscere la loro familiarità verso i nuovi mezzi di comunicazione. L’indagine è
rivolta ad entrambi i sessi perché si ritiene importante anche il giudizio del
mondo maschile. Il titolo del questionario è infatti "Adulti, tempo libero e
nuove tecnologie" ed è articolato in 146 domande. La lettura parziale dei primi
risultati conferma il limitato possesso del computer e la ancor più limitata
dimestichezza ad usarlo. Evidenzia come l’uso sia più marcato tra donne che
vivono in zone isolate; mentre ci ha stupito costatare che molte "non ne sentono
il bisogno", trovandosi già ricche di rapporti sociali. Il dato, non in linea
con altre ricerche sociologiche, ci ha spinto ad allargare la ricerca nel
bellunese. Tutte le donne comunque evidenziano la necessità che usare in modo
appropriato il pc allarga gli interessi e fa crescere le competenze. I primi
risultati della ricerca saranno disponibili a maggio.
Sulla scia di questi presupposti, stiamo avviando corsi di informatica, non
tanto per far acquisire competenze professionali, ma per aumentare sia il
benessere personale, sia l’ampliamento delle capacità relazionali.
L’apprendimento sarà valutato, sul piano della autorealizzazione, da laureandi e
laureati in scienze della formazione. Esso si ripete sia in zone rurali (Breganze)
sia in zone montane. Il progetto, nell’ultima fase, avrà anche un momento di
accostamento alla musica ("la musica dei figli") per offrire occasioni di
autoeducazione e per meglio comprendere le motivazioni delle scelte dei figli,
spesso occasione di discussione.
Confrontando alcune esperienze esistenti, riteniamo che i corsi debbano
rivolgersi a gruppi omogenei ed avere, oltre al docente guida, un tutor
coetaneo, capace di capire e prevedere le difficoltà insorgenti. Nel confronto
con alcune esperienze abbiamo visto che tutor studenti delle superiori mal si
addicono nell’apprendimento nell’età di mezzo, a causa del differente
background. Vi è poi la componente psicologica da non sottovalutare.
La proposta nel suo complesso mira a differenziare i saperi della vita
quotidiana e ad offrire competenze nuove per riproporle nell’ambito del sociale
(volontariato, occasioni intergenerazionali). Se è vero che la donna tra i 40 e
i 50 anni è in una posizione di rischio rispetto all’emarginazione, non sono
sufficienti per lei le attività di tutti. Occorrono iniziative specialistiche in
grado di consentirle di partecipare, come qualsiasi cittadino, all’acquisizione
di saperi tecnologici dell’informazione e della comunicazione (TIC): il cammino
è appena iniziato.
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