Regione del Veneto  
Giunta Regionale


I° Convegno Regionale sull'Educazione degli Adulti 
"Il sapere sociale. Forme di
educazione degli adulti nella società della conoscenza"
 

Cittadinanza Attiva: Ricerca Educativa

 

Carina Bianchi – Giuseppe Anton Indino – Serena Tedeschi
Istituto di Ricerca
e Formazione POSTER


Premessa
La Cittadinanza Attiva, connessa sia al benessere dei cittadini sia al buon funzionamento della società a cui essi appartengono, si propone di fornire i mezzi adeguati per cooperare sempre più attivamente in tutte le sfere della vita pubblica moderna, in particolare in campo sociale e politico. La presenza attiva dei cittadini, pertanto, è la condizione necessaria per rendere tutelabili i diritti e governare la società del futuro.

1. Cittadinanza attiva
L’idea di Cittadinanza Attiva cui si fa riferimento nella ricerca richiama il comportamento consapevole, l’attitudine a, piuttosto che  vere e proprie abilità, sviluppate da ciascun individuo-cittadino nell’ambito del suo agire sociale. In altre parole, con questo termine  si intende un atteggiamento e uno stile di vita che mette il soggetto in grado di tutelare i propri diritti e di esercitare i propri poteri e responsabilità sociali per lo sviluppo e la cura dei beni comuni.
La C.A. punta anche alla “promozione delle aspettative di individui e collettività coincidenti con l’interesse comune”[1]. Essa non vuole sostituirsi alla pubblica amministrazione nella realizzazione dei diritti dei cittadini, ma interviene come ausilio all’azione pubblica, orientandola e rendendola più efficace, combinando le responsabilità istituzionali e sociali: essa, in tal modo produce qualità sociale.
Promuovere la C.A. è sostenere l’assunzione di responsabilità e promuovere la capacità di scelte autonome ed efficaci. Nel testo in questione, si considera responsabile ogni agire attento alle conseguenze che esso produce; ogni agire, che tenga conto di tali conseguenze per regolare su di esse le scelte di azioni successive.

2. Formazione

La presente ricerca si occupa della formazione degli adulti in situazioni non formali. Tale attività, nella C.A., ha la duplice finalità di motivare e mettere in grado i cittadini di attivarsi in organizzazioni per la tutela dei diritti e di renderli capaci di difendersi e tutelarsi, anche a prescindere dalla propria volontà di impegnarsi.
Nel procedere all’analisi delle pratiche formative esistenti nell’ambito della C.A.,  saranno considerati potenzialmente formativi tutti i processi intenzionali messi in atto dalle Associazioni considerate, in cui la dimensione relazionale attivi percorsi di crescita personale. Inoltre la ricerca pone particolare attenzione alla tipologia dei destinatari della formazione: si ritiene infatti necessario sviluppare l’educazione alla C.A. sia nei cittadini utenti sia nelle istituzioni pubbliche e private attraverso la qualificazione degli operatori. Accanto ad una formazione che affronta i problemi di un gruppo di cittadini, esiste dunque una formazione che, attraverso il soggetto formato, contribuisce a diffondere la cultura della C.A. sul territorio. In questo senso tale destinatario dell’azione formativa porta con sé un valore aggiunto alla formazione stessa.

3. La ricerca

La presenza sul territorio di soggetti non dichiaratamente impegnati nella C.A.,  ma concretamente operanti in settori e con modalità volte alla tutela dei diritti di minoranze svantaggiate rappresenta una potenzialità per lo sviluppo di tale cultura. Tali organizzazioni sono concrete espressione di C.A.; pertanto è importante farle rientrare nel set dei soggetti considerati.
La ricerca, che affronta la questione dell’individuazione di modelli concreti ed efficaci  di formazione alla C.A., analizza la struttura, le pratiche formative e i processi di interazione sociale promossi dall’Associazionismo[2], dal Volontariato[3] e dalle Imprese Sociali[4].
Obiettivo della ricerca è quello di individuare, nel territorio Veneto, gli ambiti e i luoghi della formazione non formale alla C.A. e proporre modelli formativi innovativi.
La ricerca è partita da un’esplorazione delle principali realtà associative operanti nell’ambito della C.A. a livello nazionale, per approfondire la conoscenza di tale realtà in tutte le sue articolazioni in ambito regionale.
E’ stato costruito un Data Base delle Associazioni di C.A. presenti nel Veneto, comprendente le Onlus che si occupano di valorizzazione e assistenza ai cittadini in diversi ambiti e forniscono servizi per la tutela dei diritti, per contrastare l’esclusione sociale e combattere le forme di disagio nella sua più ampia accezione. Sono esclusi dall’indagine le Istituzioni e gli Enti Locali, che pure, per loro stesso mandato, svolgono un ruolo importante nella tutela e nell’attivazione dei diritti del cittadino, sia nell’esercizio della funzione di servizio sia in quella di promozione di progetti di pubblico interesse.
Sulla base di una prima classificazione delle associazioni, è stato possibile realizzare una mappa generale dell’associazionismo veneto a livello provinciale  e regionale.
Da una analisi iniziale del DB, è risultato che la presenza di associazioni specifiche di C.A. sul territorio veneto è fortemente minoritaria rispetto all’associazionismo del terzo settore.

Nella seconda fase della ricerca si prevede di procedere a:
1. una prima esplorazione del DB che permetta di:
- raccogliere informazioni più specifiche sul tipo di azione per la C.A. svolta da ogni singolo soggetto associativo;
- selezionare quelli più significativi;
2. lo sviluppo, sui soggetti selezionati, di un’indagine qualitativa, relativa sia alla storia dell’associazione sia ai percorsi e alle modalità formative, non formali attuati sul territorio in questione, confrontandoli con le pratiche individuate a livello nazionale.
Verranno considerati nel loro aspetto formativo tutti i processi relazionali messi in atto e capaci di aumentare o indurre consapevolezza di cittadinanza e di promuovere un agire sociale attivo e autonomo. Verranno esaminate le situazioni di formazione esplicita e la dimensione relazionale di tutte le interazioni.
3. L’analisi dei dati così raccolti per evidenziare i processi formativi attivati sul territorio e individuarne i modelli prevalenti, nonché i bisogni rilevati e le risorse emerse.

Nella fase conclusiva, si attuerà la costruzione di un modello di intervento formativo articolato in una fase di Ricerca Azione rivolta alle associazioni, in una proposta d’intervento sul territorio e in un piano per l’implementazione e la disseminazione delle buone pratiche nel Veneto.
 


[1] Manuale di Cittadinanza Attiva, G. Moro, pag. 49

[2] Si tratta di Associazioni quali ACLI, AUSER, ENDAS, WWF, Italia Nostra, AVIS, ecc)

[3] Gruppi laici o religiosi collegati al tema del servizio e della solidarietà (Caritas, CNCA, Comunità di recupero,   ANPAS, ecc)

[4] Imprese senza fine di lucro che operano nell’area dei servizi alla persona (assistenza domiciliare, assistenza agli anziani, ecc)
 

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