Regione del Veneto  
Giunta Regionale


I° Convegno Regionale sull'Educazione degli Adulti 
"Il sapere sociale. Forme di
educazione degli adulti nella società della conoscenza"



Renato Omacini
Direzione Regionale Istruzione
 

Grazie dott. Colombo e grazie a tutti voi presenti di questa opportunità di illustrare le iniziative che intende prendere la Regione. Cercherò di parlare per non più di cinque minuti per illustrare alcuni punti che abbiamo messo a fuoco la settimana scorsa con l’assessore Serrajotto  e con il segretario regionale Girondini, in ordine alla problematica dell'EdA.

Nonostante il poco tempo a disposizione, spero comunque di essere sufficientemente chiaro ed esauriente. Il primo punto è il Primo convegno regionale sull’EdA. Primo significa che nella nostra strategia ne seguirà un secondo, un terzo ecc, cioè si apre un percorso. Il percorso che si avvia con il  primo convegno si è aperto attraverso l’allestimento di un sito informatico, che ha raccolto moltissimi contributi, di cui vi ringraziamo. Questo sito rimarrà aperto per un lungo periodo di tempo, anche dopo il convegno, per consentire la possibilità di parlarci e quindi di crescere attraverso i vari contributi offerti. Senza contare evidentemente i contributi che emergono dal dibattito odierno. Una ulteriore considerazione: noi abbiamo, con l’Ufficio scolastico regionale, una consuetudine di collaborazione molto positiva. Ovviamente avevamo invitato a questo convegno anche il Dott. Martinelli, contando sulla sua presenza e soprattutto su un suo autorevole contributo. Egli ci ha risposto molto garbatamente dicendo che non riusciva ad essere presente perché impegnato a Palermo per un altro impegno istituzionale. Nondimeno, mi pareva giusto richiamare questo aspetto di collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, proprio per evidenziare la consonanza in alcune strategie che stiamo costruendo assieme.

Un secondo punto: i Comitati locali. Il Comitato regionale sull’Educazione degli adulti (EdA) si è riunito anche l’altro giorno, - per inciso: il Veneto è una delle poche Regioni che l’ha istituito, mentre la maggior parte delle Regioni non l'ha ancora fatto - , l’altro giorno, dicevo, si è riunito e ha fatto propria una proposta, che verrà sottoposta agli organi regionali, quindi Giunta e Consiglio, di avviare l’istituzione dei comitati locali, secondo una logica di incremento quantitativo progressivo. Secondo questa impostazione, partiranno a breve i primi sette, nei capoluoghi di provincia e poi, in maniera incrementale, ne avremo altri sette e probabilmente altri sette. L’idea che, dal punto di vista tecnico, il Comitato regionale EdA propone agli organismi regionali è quella di arrivare a infrastrutturare il territorio con 21 di questi Comitati locali, praticamente tre per provincia, l’area centrale, l’area nord e l’area sud di ciascuna provincia, in modo da garantirci una maglia, che per il Veneto pare sia la più appropriata. Questa, in sintesi, è la proposta del comitato regionale e, evidentemente, va messa in mano ai decisori degli organi regionali. Tutto questo per dire che non solo non siamo fermi, ma abbiamo elaborato questo tipo di indicazioni.

Per quanto riguarda gli Ambiti territoriali di riferimento, c’è un’opzione molto forte a farli coincidere con i territori delle Circoscrizioni regionali per l’impiego, per comprensibili motivi che non mi dilungo qui ad illustrare. Anche questa è una proposta già in agenda, una proposta di lavoro.

Centri Territoriali Permanenti. Intendiamo istituire un tavolo, che vedremo se sarà permanente o no, questo lo decideremo progressivamente, un tavolo di confronto, sostanzialmente, che possa leggere in maniera sistematica questa esperienza veneta dei Centri territoriali. Un tavolo che possa leggere questa esperienza dei Centri territoriali per renderli meglio funzionali al sistema EdA veneto.

Non tutti possono fare tutto nell’EdA, quindi la Regione si riserva anche un ruolo di coordinamento generale in queste politiche. Perché in questo sistema bisogna far coesistere in maniera armonica e complementare una serie di presenze: i CTP, le università popolari, le realtà di formazione professionale, le istituzioni scolastiche, devono confluire all’interno di un progetto che deve essere armonico. Questo Tavolo verrà insediato in un prossimo futuro, saranno necessari probabilmente interventi di razionalizzazione rispetto ai pieni e ai vuoti nel territorio: intendo le presenze dei CTP: ci sono delle zone che probabilmente sono sovrabbondanti, altre zone assolutamente carenti, quindi leggeremo assieme anche questa  maglia sul territorio e vedremo di proporre agli organi decisionali una serie di possibilità di intervento. Individueremo anche un finanziamento ad  hoc, per partire con l’inizio del 2003, rispetto a questo tema dei Comitati dei Centri territoriali permanenti. Allora, noi dobbiamo adesso formalizzare con i passaggi  previsti dalla Bassanini il problema degli ambiti territoriali ottimali, vi dicevo, secondo noi, qual è la maglia. Dobbiamo prevedere l’istituzione da parte dei comuni dei primi sette comitati locali; abbiamo un’idea di un organico leggero, cioè abbiamo l’idea di fare una struttura leggera, non pesante; inoltre di renderli centri di servizio per il territorio. Pensiamo di progettare e di istituire una specie di master per la formazione dei coordinatori di questi comitati locali. Riteniamo opportuno che queste figure che avranno all’interno dei comitati locali  un ruolo di coordinamento, siano soggetti adeguatamente formati, per comprensibili motivi. Anche questo punto è in agenda, è già stato pensato.

Ovviamente, abbiamo parlato della banca dati InformaEdAVeneto che continuerà, sarà implementata e sarà mantenuta. Abbiamo già immaginato, col Comitato regionale due ulteriori ricerche-azioni, oltre a quelle che sono già state illustrate stamattina: una prima, che chiameremo Archivio della memoria veneta, in cui raccoglieremo materiale biografico di cittadini nella linea del rafforzamento dell'identità veneta, con previste ricadute formative; la seconda, l’avvio di un progetto di lavoro didattico da proporre alle scuole - le nostre sono sempre e solo proposte - un lavoro didattico sull’etica pubblica nell’ambito di quello che si diceva prima, cioè il diritto di cittadinanza, da far crescere e maturare, da accompagnare ed estendere.

Vi dicevo di questo tavolo specifico per i CTP. Un altro intervento a cui stiamo pensando e che proporremo in sinergia con la scuola è quello di raggiungere i collaboratori scolastici, sono più di 8.000 nel Veneto. Ci piacerebbe fornire anche a queste figure delle opportunità di aggiornamento per elevare il livello di consapevolezza della loro funzione, per esempio sul piano dell’educazione alla legalità. Considerata la frequenza di rapporti e di contatto che questi operatori hanno quotidianamente con gli studenti e con le studentesse, riteniamo che possano essere un veicolo efficacissimo ed attivo di educazione alla legalità.

Da ultimo poi, dobbiamo immaginare un intervento specifico: sarà la legge quadro sull'EdA di cui abbiamo sentito parlare prima. Nel frattempo ci sarà un riferimento all'EdA nel disegno di legge che riguarda il diritto allo studio, sarà l’EdA vista in termini di risposta ad un diritto allo studio. Però confermo questa previsione di una normativa specifica per affrontare questo tipo di problema.

Sperando di essere risultato comprensibile, nonostante la brevità dei passaggi, vi ringrazio per l’attenzione.

 

 

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